Storie che non vorremmo raccontare perché vorremmo non accadessero mai.

Un incubo senza fine anche dopo che il Tribunale aveva stabilito, nei confronti dell’ex-fidanzato, il divieto di avvicinarsi alla ragazza, vittima di ripetute violenze, minacce e abusi sessuali.

La storia inizia qualche mese fa quando, dopo l’ennesima violenza sessuale, la ragazza decide di rivolgersi alla Polizia Locale: per prima cosa gli Agenti la scortano al Pronto Soccorso; poi, grazie alla sensibilità ed alla preparazione nella gestione di questi casi delicati -, riescono ad instaurare con lei una relazione di fiducia tanto che – con grande coraggio e voglia di cambiare rotta – decide di aprirsi e svelare la sua storia, fatta di botte e di minacce continue.

Il personale di PL raccoglie elementi sufficienti al Giudice per motivare il provvedimento di non avvicinamento, all’inizio di dicembre. L’individuo però – pluri-pregiudicato e già condannato per questo tipo di reati – non rispetta il divieto: sa dove trovarla e la obbliga a stare con lui a suon di minacce fisiche e psicologiche; ogni tentativo di reagire e di opporsi scatena la sua violenza.

La scorsa settimana la ragazza esasperata si rivolge nuovamente al Nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale che informa subito la Procura della Repubblica: da qui il mandato di arresto nei confronti dello stalker. L’uomo, non appena ha compreso che stava per essere accompagnato in carcere, ha dato in escandescenze tentando più volte di colpire il personale, invano.

La Polizia Locale ha accolto più volte donne in situazioni di violenza fisica o psicologica: il personale ne conosce le dinamiche e le sofferenze e sa che uscirne da sole non è facile. La storia appena raccontata vuole soprattutto essere un invito a quelle donne che stanno vivendo drammi di questo genere, affinché si rivolgano alla Polizia Locale con fiducia per dire basta e per evitare possibili peggioramenti.