Sempre attento alle tematiche del degrado urbano ed in particolare ai vandalismi perpetrati dagli impropriamente detti writer, il Nucleo interventi speciali della Polizia Locale accertava lo scorso mese l’imbrattamento di un’abside in Scala dei Giganti: il tag in vernice rossa – così si chiama la firma stilizzata dell’autore – non apparteneva ad alcuno dei soggetti già noti nell’ambiente costantemente monitorato dalla Polizia Locale.

L’indagine iniziava con l’acquisizione delle immagini delle telecamere che consentivano di focalizzare l’attenzione su un giovane di sesso maschile sulle cui fattezze si calibravano poi i successivi servizi di osservazione e controllo, mirati soprattutto ad alcuni frequentatori di piazza Goldoni e dintorni.

Una settimana fa, durante l’accertamento dei documenti di un gruppo di giovani, gli investigatori notavano che uno di essi esibiva un tatuaggio con lo stesso tag scoperto in Scala dei Giganti. La comparazione fotografica dell’individuo con i frame estratti dalle riprese video forniva un riscontro positivo.

Il giovane (I.S. kosovaro del 2000) veniva perciò denunciato all’Autorità Giudiziaria per deturpamento ed imbrattamento di cose altrui1.

 

 

1 Codice penale, art. 639, comma 2: “Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro”