Vandalizzare muri e manufatti – pubblici o privati – con scarabocchi di vernice spray è un’attività deplorevole che indica mancanza di rispetto per i beni altrui e che impone costi elevati di ripristino. Un esempio recente è la galleria di San Vito: era stata appena rimessa a nuovo con i soldi di tutti i contribuenti che qualche ignoto teppista ha ben pensato di mandare in fumo tutto l’impegno di spesa del Comune. Per questo motivo il Nucleo di polizia giudiziaria della Polizia Locale ha focalizzato con maggior energia le indagini per identificare i c.d. (impropriamente) writer. Sono indagini complesse, a 360°, perché è molto difficile intercettare casualmente questi maniaci della bomboletta. La Polizia Locale, nel recente passato, ha già identificato molti di essi (l’Operazione Stintoretto è stata la prima e ha fatto scuola tra le Polizie Locali del Triveneto); con l’esperienza pregressa e l’impegno di adesso, sta iniziando a raccogliere qualche frutto.

E’ il caso dell’altra sera: le ricerche degli investigatori si erano fissate su P.Z., un 19enne triestino. Meseer, il suo tag, una firma/soprannome – senza alcun valore artistico – eseguita alla “mordi e fuggi” per non essere preso. Grazie agli elementi raccolti gli operatori si sono appostati in zona Poggi Paese ed hanno potuto cogliere il giovane in flagranza di reato, intento a deturpare una parete di un edificio (tinteggiata da poco); lì vicino si trovava un altro imbrattamento molto più esteso, in bubble-style, riconducibile allo stesso.

P.Z. oltre a dover rispondere davanti al Giudice penale di deturpamento di cosa altrui1, ha ricevuto una sanzione amministrativa di 3.000 euro2 che gli impone anche di risarcire il danno causato. Il ragazzo entra così nell’elenco dei vandali già denunciati e sanzionati dalla Polizia Locale: e che sia un monito per tutti gli altri perché, presto o tardi, vengono identificati.

E allora sono guai seri.

1 Codice Penale, art. 639: “Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili o immobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a centotre euro. Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro. Nei casi di recidiva per le ipotesi di cui al secondo comma si applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a 10.000 euro. Nei casi previsti dal secondo comma si procede d’ufficio”

2 Regolamento di Polizia Urbana, articolo 9 comma 1 lettera N: è vietato “manomettere il suolo o imbrattare in qualsiasi modo gli edifici e i manufatti pubblici. L’addebito delle spese in caso di danneggiamento ed il ripristino dello stato dei luoghi saranno a carico esclusivo del trasgressore