Già dalla fine dello scorso anno la Polizia Locale aveva iniziato a sorvegliare con costanza i movimenti che avvenivano intorno al Centro Raccolta Rifiuti di via Carbonara, prendendo in seria considerazione le segnalazioni di alcuni cittadini.

Il personale del Distretto di via Locchi era riuscito a raccogliere prove sufficienti ad identificare i responsabili che, nottetempo, si recavano al centro di raccolta per scaricare all’esterno ogni genere di rifiuti ingombranti: lavatrici, stufe, vari elettrodomestici, materassi… compresa nell’elenco anche una tazza del water.

A novembre hanno iniziato a notificare le prime sanzioni amministrative per abbandono di rifiuti al suolo – una decina in tutto -, violazione contemplata dal Testo Unico sull’Ambiente e che prevede una multa da 600 euro1.

Nel mese di dicembre accade qualcosa di diverso: la pattuglia ferma una station wagon2 non autorizzata che esce dal deposito di via Carbonara carico di rifiuti speciali non pericolosi. Anche qui si tratta di una violazione ambientale ma con rilevanza penale3; prevede l’arresto da 3 mesi a un anno, un’ammenda da 2.600 a 26.000 euro e il fermo del veicolo per 12 mesi. La notizia di reato giunge quindi alla Procura della Repubblica la quale decide di delegare alla Polizia Locale il prosieguo dell’indagine estesa, da qui in poi, anche al Centro di raccolta di via Valmartinaga, a Roiano.

L’indagine adesso punta non solo ai movimenti esterni al deposito ma dedica una particolare attenzione a coloro che vi lavorano all’interno, possibili complici. L’azione in poche settimane dà i suoi frutti e mette in luce un certo traffico di rifiuti speciali.

Uno degli addetti4 alla raccolta era infatti in contatto con un cittadino sloveno5: quando il primo notava qualche rifiuto interessante, telefonava al compare perché se lo venisse a prendere in cambio di denaro; lo sloveno arrivava subito con il suo Fiat Fiorino, caricava e se ne andava. Il materiale recuperato veniva poi, probabilmente, rivenduto all’estero.

Qualche giorno fa gli investigatori passano all’azione e fermano lo sloveno a bordo del Fiorino, pieno di masserizie6, prima che varchi il confine di Stato: insieme all’operatore del Centro rifiuti dovrà rispondere di concorso in furto aggravato continuato7.

La Società che gestisce il Centro è risultata completamente estranea all’attività illecita.

Durante questa seconda fase dell’indagine, è continuato pure il monitoraggio di coloro che approfittavano delle tenebre per abbandonare i rifiuti fuori dal deposito: tra marzo e aprile sono state accertate altre 21 di queste violazioni da 600 euro l’una1.

 

 

1 Legge 152/2006, articolo 192 (divieto di abbandono)

2 S.S. le iniziali del conducente, 54 anni

3 Legge 152/2006 articolo 256 (attività di gestione rifiuti non autorizzata)

4 K.R. le sue iniziali, 55 anni

5 S.M. le sue inziali, 50 anni

6pneumatici, materiale elettrico, un’idropulitrice, tubi metallici, termosifoni, valvole termostatiche, miscelatori dell’acqua

7 Codice Penale articoli, 624, 625 e110