La Polizia Locale non cessa di tenere sotto controllo quel sottobosco giovanile che non trova nulla di meglio da fare che sporcare edifici e manufatti – pubblici e privati – con scarabocchi che di artistico hanno ben poco.

Il Nucleo interventi speciali ha un’esperienza pluriennale in questo campo: questa volta si è avvalso della collaborazione dei colleghi del Nucleo di polizia giudiziaria per seguire una traccia che portava dritta al campo di calcio comunale “Ferrini” di piazzale delle Puglie (sotto il PalaChiarbola), già colpito in passato da atti di vandalismo.

Sul cancello d’ingresso spiccava la scritta GECS; man mano che gli operatori proseguivano all’interno della struttura, il tag compariva sempre più spesso, come una sorta di linea guida che conduceva agli spogliatoi. Ed è proprio lì che hanno sorpreso 2 ragazzi, un 23enne e la sua amica non ancora maggiorenne: i due si erano ritagliati uno spazio di ritrovo, pulito e con tanto di suppellettili; spiccavano anche numerosi pennarelloni indelebili tipici dei writer ed un’agenda zeppa della stessa scritta – riprodotta poi ovunque nella stanza in rosso, rosa, arancio, verde e blu -.

Il marchio indelebile si estendeva anche ai cassonetti, alle cabine telefoniche ed ai cartelli stradali della zona (ma sono stati trovati anche in zona Cavana, in piazza Trauner, in via del Bastione, in via dei Cavazzeni e sulla stazione Rogers).

I due sono stati denunciati a piede libero per occupazione abusiva di edificio pubblico1 e per imbrattamento2.

1Codice Penale, articolo 633:“Chiunqueinvade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa con la reclusione fino a due anni o con la multa da 103 euro a 1032 euro. Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d’ufficio, se il fatto è commesso da più di 5 persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da più di 10 persone, anche senza armi”

e articolo 639 bis: “Nei casi previsti dagli articoli 631, 632, 633 e 636 si procede d’ufficio se si tratta di acque, terreni, fondi o edifici pubblici o destinati ad uso pubblico“

2Codice Penale, articolo 639: “Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 635, deturpa o imbratta cose mobili o immobili altrui è punito, a querela della persona offesa, con la multa fino a 103 euro. Se il fatto è commesso su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro. Se il fatto è commesso su cose di interesse storico o artistico, si applica la pena della reclusione da tre mesi a un anno e della multa da 1.000 a 3.000 euro. Nei casi di recidiva per le ipotesi di cui al secondo comma si applica la pena della reclusione da tre mesi a due anni e della multa fino a 10.000 euro. Nei casi previsti dal secondo comma si procede d’ufficio.“